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comunicazione

Voucher baby sitter
 Via libera alle richieste di voucher baby sitting per gli anni 2017 e 2018.  La presentazione delle domande è possibile fino al 31 dicembre 2018, salvo esaurimento anticipato delle risorse pari a 40 milioni di euro per ciascuno dei due anni. A stabilirlo è l’Inps con apposito comunicato pubblicato sul sito web, dando attuazione all’art. 1, comma 356, della legge n. 232/2016 (legge di Bilancio 2017) che ha prorogato per i due anni il beneficio della monetizzazione del congedo parentale per le lavoratrici dipendenti, parasubordinate e autonome.
La misura della monetizzazione, introdotta dalla legge n. 92/2012 (riforma lavoro Fornero), ha il fine di sostenere e aiutare le famiglie negli acquisti dei servizi per l’infanzia. In pratica consiste di uno «scambio», possibile solo per le lavoratrici madri (sono esclusi i papà, anche se hanno diritto al congedo parentale come le mamme): rinuncia alla fruizione del congedo parentale per il valore di 600 euro a mese di congedo rinunciato. L’art. 1, comma 356, della legge di Bilancio 2017 stabilisce che «al fi ne di sostenere la genitorialità, verificato il buon risultato del periodo sperimentale, il beneficio è riconosciuto nel limite di spesa di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, ferme restando le relative disposizioni attuative». Tutte le lavoratrici. In un primo momento alla misura avevano accesso esclusivamente le lavoratrici titolari di un contratto di lavoro dipendente, sia con amministrazioni pubbliche sia con datori di lavoro del settore privato, nonché le lavoratrici iscritte alla Gestione separata Inps (c.d. parasubordinate), tra cui le professioniste senza cassa (con partita Iva). La legge di Stabilità 2016 l’ha esteso alle lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale, pescatrici della piccola pesca marittima e delle acque interne).  Il congedo monetizzabile. Come detto la monetizzazione consiste in uno «scambio»: rinuncia alla fruizione del congedo parentale (l’ex astensione facoltativa) in cambio dell’importo di 600 euro per ciascun mese di congedo parentale al quale si è rinunciato, da spendere in servizi di baby-sitting. La «spesa» può essere fatta direttamente dalla lavoratrice interessata (con i voucher, che consentono di acquistare ore di lavoro occasionale di baby-sitter), oppure in via indiretta segnalando all’Inps l’istituzione pubblica o privata (l’asilo nido) presso cui intende portare il figlio. Poiché la monetizzazione presuppone la rinuncia al congedo parentale, essa è soggetta a un limite preciso: i mesi di congedo parentale ai quali ha diritto la lavoratrice. Pertanto:
• le lavoratrici autonome hanno diritto a un massimo di tre mesi di congedo parentale (contributo massimo = 1.800euro);
• le lavoratrici dipendenti hanno diritto a un massimo di sei mesi di congedo parentale (contributo massimo = 3.600euro);
• le lavoratrici parasubordinate hanno diritto a un massimo di tre mesi di congedo parentale (contributo massimo =1.800 euro);
La domanda. La domanda di monetizzazione va presentata all’Inps esclusivamente in via telematica. La presentazione è possibile fino al 31 dicembre 2018, salvo esaurimento anticipato delle risorse di 40 milioni di euro stanziate per ciascuno dei due anni 2017 e 2018.
A cura di :

Ufficio Servizi Scolastici e Culturali